“L’Arma a tutela del lavoro”: Principali risultati dell’attività di vigilanza – anno 2018

Nel 2018, il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, grazie a una approfondita attività di intelligence e al coordinamento dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, ha orientato le ispezioni in materia di lavoro nei confronti di illeciti sostanziali, ossia di quei fenomeni di violazione che incidono sulle garanzie fondamentali che stanno alla base del rapporto di lavoro e della sana concorrenza tra imprese.

Le ordinarie attività di controllo sono state incrementate anche da iniziative di carattere straordinario([1]) (anche in sinergia con l’Arma Territoriale e gli altri Reparti Speciali) volte a conferire maggiori energie nel contrasto di quei fenomeni che destano maggiore allarme sociale, quali: il lavoro “nero”, le truffe perpetrate in danno degli Enti previdenziali e assistenziali, la sicurezza sui luoghi di lavoro, il lavoro minorile e il tristemente noto “caporalato”, fenomeno che ha innescato i due incidenti nel Foggiano dello scorso agosto, provocando 16 vittime con la stessa dinamica: uno schianto del furgone dove erano ammassati i lavoratori, di ritorno da una lunga giornata di raccolta di pomodori sui campi.

In generale, l’attività del comparto di specialità sull’intero territorio nazionale ha consentito  di:

  • controllare 808 aziende;
  • verificare la posizione contrattuale e previdenziale di 828 lavoratori;
  • sospendere 831 attività d’impresa;
  • denunciate all’Autorità Giudiziaria 338 persone (di cui 87 tratte in stato di arresto);
  • accertare evasioni/omissioni contributive per circa 10 milioni di Euro;
  • contestare sanzioni amministrative e ammende per circa 40 milioni di Euro.

In merito, rimane molto alta la percentuale di aziende in cui sono state riscontrate irregolarità, ovvero il 72% di quelle controllate (12.837 su 17.808), così come rimane alto anche il numero di datori di lavoro, ove hanno trovato occupazione lavoratori “in nero”.

LAVORO NERO

Il ricorso al lavoro “nero” si conferma una costante tra le violazioni più ricorrenti, oltre a quelle relative al mancato rispetto delle previsioni dei contratti collettivi nazionali di lavoro dei singoli settori e delle condizioni contrattuali (retribuzione, orario di lavoro, godimento dei riposi ecc).

Nel dettaglio, delle circa 60.000 posizioni lavorative verificate, 10.588 (il 18%) sono risultate “in nero”, ovvero totalmente sconosciute alla pubblica amministrazione; mentre altre 9.647 posizioni lavorative hanno presentato, invece, delle irregolarità.

In particolare, 17.019 posizioni lavorative verificate hanno riguardato cittadini stranieri provenienti da paesi diversi da quelli dell’Unione. Il ricorso al lavoro nero (3.863 unità) e in generale al lavoro irregolare (3.079 unità) di immigrati rimane molto alto, attestandosi sul 34% circa del totale dei lavoratori “in nero” e irregolari sanzionati.

TRUFFE IN DANNO DEGLI ENTI PREVIDENZIALI E ASSISTENZIALI

I militari del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro hanno accertato 85 casi di truffa per un importo pari a € 9.629.937 e denunciato all’Autorità Giudiziaria 1.627 persone.

SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO

Al fine di contrastare efficacemente il  preoccupante fenomeno degli infortuni sul lavoro, maggiore impulso è stato conferito anche all’azione di vigilanza tecnica, volta a verificare il livello di regolarità dei rapporti di lavoro, soprattutto sotto il profilo della tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

In merito sono state eseguite 3.219 ispezioni tecniche da cui sono conseguiti i seguenti risultati:

  • 258 imprese controllate, delle quali 2.801 irregolari (circa l’85%);
  • 286 persone denunciate all’Autorità Giudiziaria;
  • 38 cantieri e/o opifici sottoposti a sequestro;
  • 472 sospensioni di attività in edilizia;
  • € 853.019 euro di ammende contestate. 

LAVORO MINORILE

Nell’ambito della vigilanza ordinaria svolta nel comparto di specialità, i militari di questo Comando hanno verificato la posizione lavorativa di 569 minori accertandone la posizione irregolare in 285 casi, ovvero nel 50% del totale dei lavoratori minori controllati. Comunque, nessun caso accertato è stato segnalato come child labour([2]) in quanto tutti riconducibili ad attività lavorative che non ostacolano di fatto l’istruzione e/o lo sviluppo (fisico psichico e sociale e morale) del minore, ma che gli consentono di contribuire all’economia familiare, spesso anche di supporto alla stessa attività lavorativa della famiglia.

CONTRASTO AL REATO DI “CAPORALATO”

L’attività di contrasto al tristemente noto fenomeno del “caporalato” ha continuato a registrare  un’appagante “percentuale di efficacia” del modello operativo dell’Arma dei Carabinieri e, per essa, del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro.

Il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, grazie alla recente riformulazione dell’art. 603bis del c.p., ha avuto la possibilità di agire con maggiore successo contro lo sfruttamento dei lavoratori, attività resa ancora più efficace per merito della stretta sinergia con l’Arma Territoriale e le altre “Specialità”.

Nel 2018, le 142 indagini avviate (+176% rispetto al 2017) hanno permesso di denunciare all’Autorità Giudiziaria 290 persone (+353% rispetto al 2017), delle quali 56 in stato di arresto (+81% rispetto al 2017), responsabili di aver sfruttato complessivamente 1.456 lavoratori (+230% rispetto al 2017). A seguito delle indagini sono stati disposti 43 sequestri giudiziari.

I settori maggiormente interessati dal fenomeno sono stati, in percentuale, quello dell’agricoltura (63%), quello del terziario (19%), quello dell’industria (17%) e, infine, quello dell’edilizia (1%).

([1]) Le vigilanze straordinarie hanno riguardato:

  • le aziende del settore agricolo, agroalimentare e forestale;
  • le aziende a caratterizzazione etnica;
  • i night club, le sale bingo, gli internet point e le aree di frequentazione.

([2]) E’ il caso in cui si fa riferimento al lavoro che non consente di accedere all’istruzione, ovvero al lavoro pesante che ostacola lo sviluppo fisico psichico e sociale e morale dei minori coinvolti.

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