Di Maio e Salvini continuano il battibecco a distanza sulla Tav

Il ministro del Lavoro: “Parlare di ridimensionamento è una supercazzola”. Quello dell’Interno invece continua a chiedere che l’opera sia completata: “Non servono scienziati per capirne l’utilità”

La Tav continua a dividere gli alleati di governo. “Alla fine non si farà – dice Di Maio – il tema non è il ridimensionamento dell’opera, se parliamo di ridimensionamento parliamo di una supercazzola”. Di idea opposta Matteo Salvini: “Non servono scenziati per capire l’utilità dell’opera”.

Il vicepremier M5s si sofferma anche sul caso Diciotti: “Non abbiamo mai votato per utilizzare le immunità, questo è un caso diverso dalle immunità ma non per questo abbiamo già deciso”.

Il capo del Carroccio ci tiene, in proposito, a sgombrare il campo da ipotesi di eventuali contropartite: “Non siamo al mercato dove ‘io ti do questo e tu mi dai quest’altro’, è roba roba di vecchi governi. Io non ho bisogno di aiutini. Io ho fatto il ministro: blocco gli sbarchi, sveglio l’Europa e fermo morti e partenze. L’ho fatto, lo farò. Poi sulla Tav aspettiamo i numeri”.

Ma Di Maio rincara la dose e aggiunge che se Salvini continua a insistere sulla linea ad alta velocità fra Torino e Lione, in Luigi Di Maio sorge il sospetto che sia per creare tensioni nel governo. E questo, Di Maio, lo sconsiglia.

È questo il senso dell’intervento del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico ad Ortona. “Sono in Abruzzo, in una regione in cui i cittadini per percorrere 150 chilometri in treno, da Pescara a Roma, impiegano anche sei ore. Questo è un Paese in cui si chiede agli italiani e agli europei di spendere venti miliardi per un buco che deve collegare italiani e francesi, da Torino a Lione, mentre ci sono italiani che non sono collegati con altri italiani sul territorio nazionale”.

“Per me valgono le priorità e in questo governo ce lo siamo detto chiaramente, dall’inizio. Ci sono cose su cui siamo d’accordo e altre cu cui non siamo d’accordo. Lavoriamo su quelle su cui siamo d’accordo. Con venti miliardi in Italia ci costruisci 2.500 nuove scuole con criteri antisismici, ci fai le nuove Tav che servono, quelle al Nord, al centro, al Sud, con venti miliardi ci fai tante cose. Per quello che mi riguarda non conviene insistere su temi sui quali non siamo d’accordo. Altrimenti mi devo convincere che si continua a spingere su temi su cui non siamo d’accordo per creare tensioni nel governo. Io non lo consiglio”, ha aggiunto Di Maio.

[AGI]

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