CASTELVETRANO, 13 MAR – Lo hanno invitato a celebrare la messa nel loro ultimo giorno di permanenza a Castelvetrano. Così ieri, don Baldassarre Meli, parroco della chiesa di Santa Lucia nel comune in provincia di Trapani, si presentato nel tendone del circo Lidia Togni, ha celebrato la funzione alla presenza dei circensi e ha benedetto gli animali. Su Facebook, così, è scoppiata la polemica sull’opportunità che il sacerdote – a lungo parroco di Santa Chiara, a Ballarò, dove si è distinto per l’impegno sociale a favore degli immigrati e dei bambini, ricevendo anche diverse minacce – si presentasse all’interno del circo.

Ieri, d’altro canto, le porte del tendone erano state aperte anche a chi voleva semplicemente assistere alla funzione. Al termine della messa, la benedizione impartita anche a leoni, cammelli ed elefanti. “I circensi – osserva però don Meli – sono fedeli come tutti gli altri, e io sono anche il loro pastore. La loro vita è particolarmente piena di sacrifici, ed è mio dovere stare accanto a chi si sacrifica”.

A Palermo don Baldassare Meli è stato per 17 anni l'”anima” della parrocchia di Santa Chiara e del Centro di accoglienza per immigrati.

Il sacerdote era conosciuto per le sue battaglie per l’integrazione dei migranti in quella che il sacerdote definiva “la Repubblica indipendente di Ballarò”: una battaglia condotta offrendo loro un pasto caldo e un tetto in tempi di scarsa sensibilità al tema. Ma soprattutto fu grazie a lui, alla fine degli anni Novanta, che partirono le denunce che portarono alla luce un caso di pedofilia con 38 vittime nel quartiere popolare del centro storico di Palermo.