False agenzie di call center per truffare l’Inps: 4 arresti e 30 indagati

REDAZIONE, 08 MAR – Nelle prime ore della mattinata odierna, nei comuni di Formia (LT), Genzano di Lucania
(PZ), Capua (CE) e Udine, i Carabinieri della Stazione di Grazzanise hanno dato esecuzione ad
un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di SMCV, su richiesta della
Procura, nei confronti di BIANCO Carlo (ci 70), MARTINO DE CARLES Fabio
(cl. ’97;, CONCU Ànthony (cl.87) e MONTE Antonio (cl. 75), ritenuti responsabili, a vario
titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento
di erogazioni pubbliche ai danni delPINPS .
Il grave compendio indiziario è stato raccolto all’esito di un’articolata indagine, condotta
dai Carabinieri della Stazione di Grazzanise e coordinata dalla Procura, che ha consentito di
disvelare un sofisticato meccanismo truffaldino fondante sulla fittizia costituzione di imprese,
in realtà inesistenti, presso le quali risultavano -contrariamente al vero- assunti lavoratori, poi
licenziati. Segnatamente, la complessa attività di indagine ha consentito di accertare che, onde
conseguire l’illecito guadagno, sono state create 5 false agenzie di call center, presso cui
risultavano assunti, fittiziamente, 96 lavoratori. Grazie al tale artificio fraudolento, il decorso
-sia pure fittizio- di un periodo di tempo, quale lavoratore assunto alle dipendenze
dell’impresa, era sufficiente a far maturare l’indennità di sostegno alla disoccupazione. Era
questo l’illecito profitto, costituente, successivamente, l’oggetto della spartizione fra i sodali
dediti alla commissione dei fatti.
L’attività d’indagine, condotta dal dicembre del 2015 all’aprile del 2017, si è sviluppata
mediante attività di intercettazione telefonica ed ambientale, acquisizione di copiosa
documentazione, sequestro degli smartphone in uso ad alcuni degli indagati, analisi informatica
di tali dispositivi, nonché attraverso servizi di osservazione e pedinamento, che hanno
consentito di raccogliere un solido compendio indiziario a carico degli odierni indagati.
In particolare, è stata accertata l’operatività, nella provincia di Caserta, di un sodalizio
criminale dedito alla commissione di una serie indeterminata di episodi di truffa ai danni
dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), eseguiti facendo risultare come
operativi agenzie pubblicitarie e cali center -in realtà inesistenti- intestati a “teste di legno”,
nonché nell’assumere, sempre fittiziamente, falsi lavoratori, per poi licenziarli, decorso un
periodo di tempo sufficiente alla percezione dell’indennità di disoccupazione.
Nel corso di tale periodo, per rendere verosimile il rapporto di lavoro e raggirare i pubblici
funzionari, gli indagati inviavano all’INPS le previste comunicazioni e i contributi, finché,
licenziati i falsi lavoratori, venivano presentate, a loro nome, le richieste di erogazione del
sussidio di disoccupazione (c.d. NASPI) presso la sede INPS di Caserta.
Il gruppo criminale si procurava così un ingiusto profitto con pari danno per l’Ente
pubblico, consistito nelle somme di denaro erogate dall’INPS in favore dei falsi lavoratori
richiedenti, a titolo di indennità di sostegno alla disoccupazione, somme che venivano
accreditate su conti correnti intestati ai dipendenti stessi, dei quali le persone arrestate
detenevano la carta elettronica (solitamente una “Postepay Evolution”), che consentiva di
prelevare il denaro, denaro che veniva poi ripartito tra gli associati, gli intestatari delle ditte
fittizie ed i falsi dipendenti.
Dopo un periodo sufficiente a percepire il previsto sussidio, i lavoratori venivano licenziati
e veniva richiesta l’indennità di sostegno alla disoccupazione.
La somma effettivamente erogata dall’INPS ammonta a € 48.000 euro ca, mentre il danno
potenziale, il cui concretizzarsi è stato scongiurato per effetto del tempestivo intervento della
PG procedente, coordinata da questo Ufficio, ammonta a circa € 328.000.
A tal proposito va precisato che, attuando una stretta collaborazione tra questo Ufficio, la
P.G. operante e l’INPS di Caserta (peraltro in esecuzione di protocolli di intesa che questa
Procura ha redatto con l’INPS di Caserta e la Guardia di Finanza di Caserta), una volta
accertato che una ditta era stata costituita artificiosamente al solo scopo di percepire le indebite
indennità di sostegno alla disoccupazione dei dipendenti, tale ditta veniva tenuta sotto costante
osservazione e veniva bloccata l’erogazione delle indennità richieste, onde limitare il danno
economico subito dall’Ente pubblico, nonché al fine di impedire la protrazione dell’attività
criminosa.
Oltre ai soggetti colpiti dall’odierna misura cautelare risultano indagate, in stato di libertà,
ulteriori 30 persone, tra cui i titolari delle ditte inesistenti ed alcuni dei lavoratori fittiziamente
assunti.
Il G.I.P., concordando con la richiesta di misura coercitiva avanzata da questo Ufficio,
anche per quanto riguarda la sussistenza di concrete ed attuali esigenze cautelari, ha disposto,
per BIANCO, MARTINO DE CARLES, MONTE e CONCU, la misura cautelare degli
arresti domiciliari.

IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
Dott.ssa Maria Antonietta TRONCONE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *